🟩 Referendum 8 e 9 giugno: quesito 2 – Indennità per licenziamento nelle piccole imprese
Scheda: Arancione
📝 Testo del quesito
«Volete voi l’abrogazione della norma che stabilisce un tetto massimo di sei mensilità per l’indennizzo ai lavoratori licenziati ingiustamente nelle aziende con meno di quindici dipendenti?»

🧾 Spiegazione del contenuto
Attualmente, nelle imprese con meno di 15 dipendenti, un lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo può ottenere solo un risarcimento economico, con un tetto massimo di sei mensilità. Il reintegro nel posto di lavoro è previsto solo nei casi di licenziamento discriminatorio.
Questo quesito propone di eliminare quel limite massimo, lasciando al giudice il potere di decidere l’entità dell’indennizzo senza vincoli, in base alla gravità della situazione.
⚖️ Conseguenze della vittoria del SÌ
Se vince il SÌ, il giudice potrà stabilire liberamente l’ammontare del risarcimento, anche superiore alle sei mensilità attualmente previste.
Effetto principale: maggiore autonomia del giudice e potenzialmente maggiori tutele economiche per i lavoratori delle piccole imprese.
🛑 Conseguenze della vittoria del NO
Se vince il NO, resterà in vigore la legge attuale:
- Indennizzo economico massimo fissato a sei mensilità
- Nessun reintegro, tranne in caso di discriminazione
- Le piccole imprese continueranno ad avere un regime “agevolato” nei confronti dei licenziamenti
✅ Pro del SÌ
- Maggiore equità tra lavoratori di grandi e piccole imprese
- Più flessibilità per i giudici nel valutare caso per caso
- Maggiori tutele economiche in caso di licenziamento ingiusto
❌ Contro del SÌ
- Maggiori costi potenziali per le piccole imprese
- Incertezza nei bilanci aziendali in caso di contenziosi
- Possibile effetto disincentivante per l’assunzione
Approfondimenti
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