Parlando di povertà in Italia nel 2023 viene alla mente la metafora dei “pavimenti appiccicosi”: è sempre più difficile avere opportunità di riscattarsi per chi si trova in condizioni sfavorevoli.

“Pavimenti Appiccicosi” è anche il rapporto di Caritas Ambrosiana che fotografa il risultato di una ricerca condotta nelle dieci Caritas lombarde su un’intervista di 1700 beneficiari (esclusi gli assistiti di origine straniera e homeless). Il confronto tra le condizioni degli assistiti lombardi e quelle delle loro famiglie di origine ha permesso di stimare il grado di mobilità “tra generazioni” delle persone già in stato di povertà.

La condizione di povertà viene “ereditata” dalla famiglia di origine per sei persone su dieci che continuano a vivere una condizione di precarietà senza beneficiare della mobilità sociale. Mentre i poveri di “prima generazione” sono poco meno di quattro su dieci.

Tre sono le cause principali che hanno bloccato l’ascensore sociale: uno scarso livello di istruzione, un peggioramento della condizione lavorativa ed uno stato di indigenza in costante crescita. Condizioni che non permettono certo di intravedere una prospettiva migliore di futuro: tra i beneficiari lombardi ben due terzi ritengono di essersi impoveriti rispetto alla famiglia di origine (63%), il 21,3% di vivere in continuità con lo standard dei propri genitori e solo il 15,8% pensa di avere migliorato le proprie possibilità economiche.

Per quanto riguarda la Povertà in Italia nel 2023, sempre secondo Caritas -nel rapporto del 17 novembre 2023, si contano oltre cinque milioni di poveri assoluti (+357mila rispetto al 2021), pari al 9,7% della popolazione: una persona ogni dieci non ha un livello di vita dignitoso.

Mentre sono 14 milioni 304 mila le persone, il 24,4% della popolazione totale, a rischio povertà ed esclusione sociale; di queste 1,2 milioni sono minori che vivono in condizione di indigenza, a cui mancano opportunità di crescita, di salute, di integrazione sociale e il cui futuro risulta già oggi compromesso.

In tutto ciò l’Italia risulta essere il Paese in Europa dove è più intensa la trasmissione di “generazione in generazione” delle condizioni di vita sfavorevoli: chi nasce povero molto probabilmente lo rimarrà anche da adulto.

Foto di Ryan McGuire da Pixabay